☼ mi presento ☼
Ho
24 anni e mi sono laureata 3 mesi fa in Giurisprudenza.
Gli
anni dell'università resteranno tra i ricordi più vividi che avrò
anche in un lontano futuro - sia nel bene, che nel male. Senza
perdersi in troppi giri di parole, posso dire sin da subito di aver
superato gli esami senza troppe difficoltà (Economia politica è una
grande eccezione a quanto appena scritto!).
Mi
sono laureata in tempo e con 110L, grazie ad una certa costanza nello
studio e tantissima organizzazione. Quindi, niente genialità
immeritata, solo tanti programmini ben fatti (con tot. pagine al
giorno da fare) ed effettivamente rispettati.
Il trasferimento a Roma
Dopo
la laurea mi sono trasferita a Roma per... ? Inizialmente, il
progetto era quello di seguire la SSPL, però poi sono stata
chiamata da uno Studio Legale davvero valido e le mie idee hanno
iniziato a vacillare.
Il
primo approccio ad uno Studio Legale
Ci
tengo a dire che lo Studio in cui sono ''capitata'' era diverso da
quelli di cui si sente spesso parlare. Non dovevo fare fotocopie, ma
imparare a lavorare sul serio. Non dovevo farlo gratis, ma dal primo
mese ho avuto un rimborso spese di €500, che allo scattare dei
6 mesi sarebbero diventati €750 (non è un miraggio, ce
ne sono parecchi a Roma - ma, onestamente, richiedono un certo voto
di laurea).
Ovviamente,
tutto ciò che ti viene dato è in proporzione a quello che ti viene
chiesto. Quindi, orari belli pesantucci, poche chiacchiere o perdite
di tempo; però, si impara davvero. Insomma, sono capitata nel
tipico studio perfetto per chi è certo di voler
fare l'avvocato.
Purtroppo, io - per ora - non sono tra queste persone e me ne sono resa conto.
Purtroppo, io - per ora - non sono tra queste persone e me ne sono resa conto.
Vi
è una importante premessa da fare: questo Studio è uno di
quelli che - espressamente - richiede ''abnegazione" e che non
contempla la possibilità di frequentare contestualmente la SSPL.
Il test per la SSPL
Dunque,
per poter svolgere la pratica in questo Studio, ho dovuto - almeno
inizialmente - accantonare l'idea della SSPL. Scrivere "ho
dovuto" non è pienamente corretto, poiché nessuno mi ci ha
costretta. Anzi, sono stata molto libera di scegliere e poi tornare
sui miei passi. Insomma, non è stato facile lasciare uno Studio come
quello che ho descritto. Difatti, sono certa che la maggior parte di
voi non capirà questa scelta e starà pensando "è impazzita,
si pentirà di aver lasciato uno studio così per la SSPL". Da
un certo punto di vista è possibile che abbiate ragione, nella
misura in cui: - se vuoi fare l'avvocato, la preparazione migliore te la dà una pratica svolta bene;
- se vuoi fare il magistrato, la SSPL non è indispensabile. Puoi diventare avvocato e poi accedere al concorso.
Tutto vero, questo tipo di informazioni ce le ho anche io, sono un'assidua ricercatrice in rete! Il punto focale per capire la mia scelta sta in un'importante precisazione: in questo momento, non sento di voler fare l'avvocato o il magistrato.
Per seguire un percorso, soprattutto se si tratta di un percorso difficile, ci vuole determinazione. Bene, io credo che si possa essere determinati solo se c'è uno stimolo, un reale interesse; quando manca, non può esserci determinazione, ma solo un mero senso del dovere che alle lunghe porta a sentirsi insoddisfatti e chiedersi "ma perché cacchio sto facendo tutto questo?"
Dunque,
per quanto abbia tanta voglia di continuare a correre - come ho
fatto all'Università - la verità è che non posso. Non posso
continuare a correre, poiché non ho una meta.
Tra un esame e l'altro non mi sono mai presa un momento per pensare "cosa mi piacerebbe fare da grande". Così, ho pensato che frequentare la SSPL mi lasci aperta la porta delle professioni legali (entrambe, in quanto la Scuola equivale formalmente ad un anno di pratica forense ed è condizione di accesso al concorso per la magistratura), ma contemporaneamente mi dia abbastanza tempo per poter svolgere le mie ricerche.
Tra un esame e l'altro non mi sono mai presa un momento per pensare "cosa mi piacerebbe fare da grande". Così, ho pensato che frequentare la SSPL mi lasci aperta la porta delle professioni legali (entrambe, in quanto la Scuola equivale formalmente ad un anno di pratica forense ed è condizione di accesso al concorso per la magistratura), ma contemporaneamente mi dia abbastanza tempo per poter svolgere le mie ricerche.
Le mie ricerche
Quindi,
è indiscusso che scegliere la SSPL sia un po' rallentare (senza fermarsi). Ciò nonostante,
potrebbe essere molto proficuo, se sarò capace di sfruttare questo
tempo a cercare quelle famose e spesso googlate "strade
alternative" con la laurea in giurisprudenza (o senza), in modo
da conoscere altre realtà lavorative che potrebbero interessarmi di
più.
Lo
so, non è detto che io trovi qualcosa di già preconfezionato e
adatto a me, magari sarà necessaria un po' di inventiva e coraggio.
In ogni caso, credo sia giusto e sano darsi la possibilità di fare
un lavoro che quasi ci piace, piuttosto che buttarsi subito a
capofitto in qualcosa che non ci piace.
Il presente
Lasciando
un po' il futuro da parte, torniamo al presente. In questi ultimi
giorni mi sono preparata al test per la SSPL. Anche se non era
proprio necessaria una preparazione vera e propria, in quanto i
partecipanti al test - come quasi sempre è accaduto - erano
inferiori ai posti disponibili. In ogni caso, per una questione di
soddisfazione personale, ho voluto esercitarmi (qui spiego come→ post in costruzione).
Il blog
Fatta
questa presentazione, forse anche troppo dettagliata, ma necessaria, posso spiegarvi da dove nasce l'idea di questo blog ed il
suo intento.
Come
avrete capito, sono una che spesso fa ricerche su internet (a volte, anche
disperate!) per farsi venire delle idee, per acquisire
quante più informazioni possibile sulla realtà che ci circonda.
Tuttavia, salvo alcuni vecchi forum o pochissimi blog/pagine Fb ho
trovato ben poco. Quindi, ho pensato che un racconto in più
(il mio) potrebbe essere utile a qualcuno là fuori e se così sarà,
ne sarò felicissima.



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